venerdì 23 novembre 2012

L'arte... insieme di mano, testa e cuore...



L'arte migliore è quella in cui la mano, la testa e il cuore di un uomo procedono in accordo.

John Ruskin



lunedì 19 novembre 2012

E' in arrivo l'Agenda "Saggezza" 2013

 
Le agende sono un gadget classico che, nonostante tutti gli apparecchi tecnologici ne contengano una multimediale, sta tornando di moda grazie ad una grande varietà di scelta del prodotto.
Anche Edizioni Miele ha realizzato due serie di agente, agili, tascabili nel formato e facilmente consultabili, una rivolta al mondo equestre e ai suoi appassionati e un'altra, più classica, rivolta al mondo della cultura, della saggezza, del benessere psico-fisico.
Dopo l'uscita dell' Agenda Equestre 2013, è in arrivo nei prossimi giorni l'“Agenda 365 giorni di Saggezza 2013”, certamente un prodotto più classico. Un aforisma sempre diverso, pronunciato dai più disparati e i più illustri personaggi di sempre, arricchisce ogni pagina dell'agenda, cosicché ognuno possa cominciare ogni giornata dell'anno con una riflessione sempre nuova. Ogni mese una parabola, una storia ricca di simboli forniranno utili spunti di riflessione. Le bellissime illustrazioni di Laura Montanari e le fotografie a colori di Adriano Pasian, completano ed incorniciano l'Opera rendendola preziosa e da custodire gelosamente.


giovedì 15 novembre 2012

mercoledì 14 novembre 2012

Finalmente in libreria L'Araba Fenice

 
 
Spesso la voglia di vivere, unita alla determinazione di realizzare i propri sogni, può cambiare il corso degli eventi.
E' proprio quello che accade ad Annalisa, la protagonista del nuovo struggente libro di Valter Giraudo dal titolo “L'araba fenice”, che per la prima volta si sofferma, in qualità di scrittore, a raccontare ai suoi lettori una storia vera.
Esattamente come l'uccello mitologico rinasce dalle proprie ceneri, così Annalisa, giovane mamma che guarda con speranza al futuro ed ai suoi sogni, si trova a combattere contro una malattia, di cui fa paura anche solo pronunciarne il nome e che sembra pronta a strapparla all'esistenza.
Grazie al sostegno della famiglia, Annalisa trova una nuova se stessa, più forte e determinata, che l'aiuterà a sconfiggere quel brutto male e a tornare alla vita di sempre.
 
L'Opera, senza dubbio di forte impatto emotivo e sociale, verrà presentata il prossimo venerdì 30 novembre alle ore 18:00 presso la sede dell'ALCLI “Giorgio e Silvia” a Rieti, in via del Terminillo.
 
Discorreranno ed analizzeranno la trama del libro il presidente dell'Associazione ALCLI Santina Proietti, l'autore, l'illustratrice del romanzo Laura Montanari, nonché Annalisa Deserti, protagonista della storia a lieto fine, insieme ad alcuni medici dell'ospedale di Rieti.
Parte dei proventi della serata verranno devoluti in favore dell'Associazione ALCLI “Giorgio e Silvia” a supporto della loro attività di ricerca clinica nel campo delle leucemie e delle neoplasie ematoligiche e solide dei bambini e dell’adulto.
Inoltre Edizioni Miele, casa editrice che ha pubblicato l'Opera, da sempre attenta al contesto sociale e solidale cui le proprie Opere Letterarie si riferiscono, devolverà all'Associazione 1 Euro per ogni copia del libro venduta al di fuori della presentazione.


martedì 13 novembre 2012

... saggezza ...




Che io possa avere la forza di cambiare le cose che posso cambiare,

che io possa avere la pazienza di accettare le cose che non posso cambiare,

che io possa avere soprattutto l'intelligenza di saperle distinguere.


Tommaso Moro



lunedì 12 novembre 2012

Cos'è il successo?



C’è un solo tipo di successo: quello di fare della propria vita ciò che si desidera.

Henry D. Thoreau



venerdì 9 novembre 2012

Agenda saggezza 2013: prossima uscita

 
 
Prossima uscita - gia prenotabile su:  ww.edizionimiele.it
 
Agenda “365 giorni di saggezza”
Ogni giorno un aforisma, un proverbio o una frase di un personaggio famoso vi aiuteranno ad aprire la vostra mente e toccheranno il vostro cuore. Un’agenda preziosa che vi accompagnerà e vi arricchirà, giorno dopo giorno, per tutto l’anno.
L’agenda è impreziosita dalle bellissime illustrazioni di Laura Montanari e dalle stupende foto di Adriano Pasian.
Formato: cm 10 x 15
Pagine: 246

Euro 16,50
Illustrazioni e fotografie a colori


giovedì 8 novembre 2012

Il mito dell'Araba Fenice



L’Araba Fenice  -  cenni storici
 
La fenice, spesso nota anche con l'epiteto di Araba fenice, era un uccello mitologico noto per il fatto di rinascere dalle proprie ceneri dopo la morte. Gli antichi egizi furono i primi a parlare del Bennu, che poi nelle leggende greche divenne la fenice. Uccello sacro favoloso, aveva l'aspetto di un'aquila reale e il piumaggio dal colore splendido, il collo color d'oro, rosse le piume del corpo e azzurra la coda con penne rosee, ali in parte d'oro e in parte di porpora, un lungo becco affusolato, lunghe zampe, due lunghe piume — una rosa ed una azzurra — che le scivolano morbidamente giù dal capo (o erette sulla sommità del capo) e tre lunghe piume che pendono dalla coda piumata — una rosea, una azzurra e una color rosso-fuoco. In Egitto era solitamente raffigurata con la corona Atef o con l'emblema del disco solare.
 

La morte e resurrezione

Dopo aver vissuto per 500 anni (secondo altri 540, 900, 1000, 1461/ 1468, o addirittura 12955/ 12994), la Fenice sentiva sopraggiungere la sua morte, si ritirava in un luogo appartato e costruiva un nido sulla cima di una quercia o di una palma.
Qui accatastava ramoscelli di mirto, incenso, sandalo, legno di cedro, cannella, spigonardo, mirra e le più pregiate piante balsamiche, con le quali intrecciava un nido a forma di uovo — grande quanto era in grado di trasportarlo (cosa che stabiliva per prove ed errori). Infine vi si adagiava, lasciava che i raggi del sole l'incendiassero, e si lasciava consumare dalle sue stesse fiamme mentre cantava una canzone di rara bellezza.
Per via della cannella e della mirra che bruciano, la morte di una fenice è spesso accompagnata da un gradevole profumo. Dal cumulo di cenere emergeva poi una piccola larva (o un uovo), che i raggi solari facevano crescere rapidamente fino a trasformarla nella nuova Fenice nell'arco di tre giorni (Plinio semplifica dicendo "entro la fine del giorno"), dopodiché la nuova Fenice, giovane e potente, volava ad Heliopolis e si posava sopra l'albero sacro,
«cantando così divinamente da incantare lo stesso Ra»
- peraltro si dice anche che dalla gola della Fenice giunse il soffio della vita (il Suono divino, la Musica) che animò il dio Shu.
Ma nella antica tradizione riportata da Erodoto, la fenice risorge ogni 500 anni, come riportato da Cheremone, filosofo stoico iniziato ai misteri egizi che parla di un <periodo solstiziale>, da Orapollo vissuto sotto Zenone (474-491) che -come sappiamo dal lessico Suida - diresse la scuola egizia a Menouthis, presso Alessandria, da Eliano di Preneste; la rinascita della fenice cela per tutti questi autori un periodo astronomico connesso alla resurrezione di Osiride. Già nel Capitolo 125 del Libro dei Morti, Osiride afferma di rinascere come fenice nella città di On (Heliopolis) sede di miti cosmologici; contestualmente, infatti, Osiride si identifica con il Duplice Leone nei nomi di Ieri e Domani, ovvero Osiride e Ra, simbolo esoterico preposto alle rinascite dei cicli solari. Orapollo palesa senza veli che la fenice è una delle manifestazioni del sole <dai molti occhi> come interpretato da Sbordone che riporta una grafia tarda del nome di Osiride costituita da un occhio e uno scettro. Da qui l'occhio della fenice inteso come l'illuminazione consapevole di Osiride che - sempre secondo Orapollo - rinascendo incarna <il rinnovamento ciclico degli astri> , intrinseco alla fiamma del <periodo solstiziale> della fenice riportato in un frammento di Cheremone.

La storia

Storicamente parlando, viene menzionata per la prima volta in un libro nell'esodo (VIII secolo AC). Uno dei primi resoconti dettagliati ce lo fa lo storico greco Erodoto circa due secoli dopo:
 
« Un altro uccello sacro era la Fenice. Non l'ho mai vista coi miei occhi, se non in un dipinto, poiché è molto rara e visita questo paese (così dicono ad Heliopolis) soltanto a intervalli di 500 anni: accompagnata da un volo di tortore, giunge dall'Arabia in occasione della morte del suo genitore, portando con sé i resti del corpo del padre imbalsamati in un uovo di mirra, per depositarlo sull'altare del dio del Sole e bruciarli. Parte del suo piumaggio è color oro brillante, e parte rosso-regale (il cremisi: un rosso acceso). E per forma e dimensioni assomiglia più o meno ad un'aquila. »
Proprio a questo resoconto di Erodoto, dobbiamo l'erronea denominazione di "Araba Fenice". Ovidio, nelle Metamorfosi, ci narra della fenice, uccello che giunto alla veneranda età di 500 anni, termine ultimo della vita concessagli, depone le sua membra in un nido di incenso e cannella costruito in cima ad una palma o a una una quercia, e spira. Dal suo corpo nasce poi un'altra fenice che, divenuta adulta, trasportò il nido nel tempio di Iperione, il Titano padre del dio Sole..
Ovidio dice:
 
« ... si ciba non di frutta o di fiori, ma di incenso e resine odorose. Dopo aver vissuto 500 anni, con le fronde di una quercia si costruisce un nido sulla sommità di una palma, ci ammonticchia cannella, spigonardo e mirra, e ci s'abbandona sopra, morendo, esalando il suo ultimo respiro fra gli aromi. Dal corpo del genitore esce una giovane Fenice, destinata a vivere tanto a lungo quanto il suo predecessore. Una volta cresciuta e divenuta abbastanza forte, solleva dall'albero il nido (la sua propria culla, ed il sepolcro del genitore), e lo porta alla città di Heliopolis in Egitto, dove lo deposita nel tempio del Sole. »
Eliopoli, dove i sacerdoti di Ra conservavano gli archivi dei tempi passati. In quest'ottica, la Fenice era il nuovo profeta/messia che "distruggeva" gli antichi testi sacri per far risorgere una nuova Religione dai resti della precedente.
Tacito arricchisce la storia, scrivendo che la giovane fenice solleva il corpo del proprio genitore morto fino a farlo bruciare nell'altare del Sole. Altri scrittori descrivono come la fenice morta si trasformi in un uovo, prima di essere portata verso il Sole.


mercoledì 7 novembre 2012

Raccolta fondi e presentazione de "L'Araba Fenice"

 
L’associazione ALCLI “Giorgio e Silvia” è lieta di invitarvi
Venerdì 30 novembre 2012
Alle ore 18,00
 
Presso la Sala Conferenze della Casa di Accoglienza dell’Alcli Giorgio e Silvia
Via del Terminillo snc – Rieti
(prima del bivio dell’ospedale)
 
Raccolta fondi e presentazione del libro “L’Araba Fenice – rinata dalle ceneri della mia malattia”, la cronaca di una storia vera.
Interverranno: l’autore Valter Giraudo, l’illustratrice della casa editrice – e voce narrante - Laura Montanari, la protagonista Annalisa Deserti, il Presidente dell’Associazione ALCLI Santina Proietti e alcuni medici dell’ospedale di Rieti.
I proventi derivanti dalla vendita del libro durante la serata saranno interamente devoluti all’Associazione “Alcli Giorgio e Silvia”.
 
La trama del libro (cronaca di una storia vera):
Annalisa, come tante altre donne, ha un sogno nella sua vita: diventare mamma. Ma come spesso succede, i sogni a volte si infrangono nel confronto con la realtà: a lei viene  diagnosticata una grave malattia che può portarle via non solo i sogni, ma la sua stessa vita.
Fortunatamente, molte volte la voglia di vivere, unita alla determinazione di realizzare i propri sogni, possono cambiare il corso degli eventi.
Come l’araba fenice rinasce dalle proprie ceneri dopo la sua morte, così Annalisa rinasce con la vittoria contro la sua stessa malattia. In fondo, “eroe” è colui che riesce a sostenere il confronto con le proprie debolezze ed i propri limiti e ad illuminare così le zone buie.
 
In questo libro una storia avvincente che infonderà al lettore coraggio e speranza.
 


lunedì 5 novembre 2012

Esercitare la mente... per restare giovani...



Chiunque smetta di imparare è vecchio, che abbia 20 o 80 anni. Chiunque continua ad imparare resta giovane. La più grande cosa nella vita è mantenere la propria mente giovane.

- Henry Ford